San Vincenzo |
Il santo nasce probabilmente a Huesca, da famiglia consolare. Viene affidato dal padre a Valerio, vescovo di Saragozza, che lo nomina arcidiacono e lo elegge a suo braccio destro, incaricandolo della predicazione evangelica. Durante le persecuzioni di Diocleziano, Vincenzo viene trascinato a Valencia e, al cospetto della folla, fustigato e torturato. Dopo diversi, ripetuti supplizi, viene infine rinchiuso in una segreta. Tra lo stupore generale, una luce celestiale inonda la prigione e persuade i carnefici a cambiare atteggiamento. Vincenzo è posto su un morbido letto e ricolmo di lusinghe. Fermo nella sua fede, conquista la palma del martirio nell’anno 304 d.C. Tra i martiri spagnoli, Vincenzo è quello che ottiene il più splendido culto fin da tempi remoti. Egli è ricordato come uno dei più illustri maestri della parola che la fede abbia dato all’Occidente. Sant’Agostino recitava ogni anno al sua passio, il 22 gennaio. Tra le tante basiliche dedicate a S. Vincenzo, vanno ricordate, per la loro antichità, quella di Toledo, la cattedrale di Siviglia, distrutta da Genserico nell’anno 428, e quella consacrata a Granada da Lilliolo, vescovo di Acci, nel 594. E, in Francia, quella di Ensérune, dedicata nel 455 oltre che a Vincenzo anche ad Agnese ed Eulalia, e quella fatta costruire da Childeberto a Parigi nel 559, e successivamente dedicata a S. Germano. Alla basilica spagnola di Toledo si riferisce una iscrizione sepolcrale, probabilmente del V secolo. |