San Vincenzo

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La straordinaria propagazione del culto del santo martire si deve in gran parte al bellissimo contesto interno della passio. Questa costituisce una relazione minuziosa dello spettacolare martirio, in cui si dà il nome anche del giudice, Daciano.
Centrale è il tema della vittoria, suggerito dal nome stesso del protagonista. La narrazione commovente e sensazionale,  l’emotività  e il vivo colorismo con cui sono dipinte le scene degli interrogatori e dei supplizi, e la spiccata personalità dei protagonisti, il martire Vincenzo e il prefetto Daciano, colpiscono ancora oggi. Al punto che gli agiografi successivi assunsero quest’opera come base per le passiones di quei martiri spagnoli i cui particolari erano assai meno noti.

In Puglia, il culto di San Vincenzo si irradia, con ogni probabilità, dall’importante  monastero di San Vincenzo al Volturno.

La più antica rappresentazione è comunque quella affrescata nella cripta di Santa Cristina a Carpignano Salentino, databile tra 1020 e 1054/55. Il santo è poi presente anche nella Cappella di San Nicola  a Celsorizzo, presso Acquarica del Capo, del 1283, e nella Cripta di San Nicola a Faggiano, nel tarantino.

Inoltre, in molti manoscritti greci di Terra d’Otranto, tra XII e XIII secolo, si fa riferimento al culto di San Vincenzo di Saragozza (A. Jacob).